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“Il cancro della pelle mi ha cambiato la vita. Ma io non mi arrendo!” racconta Kristýna

30/4/2024

Iva Davies

Lettura da 9 minuti

Nei suoi diciotto anni Kristýna avrebbe dovuto avere tutt’altri pensieri... E invece, a causa di una brutta scottatura sulla schiena presa in estate in una piscina all’aperto, ha trascorso gli anni successivi nella paura e tra un ospedale e l’altro. I medici le hanno diagnosticato un melanoma maligno, che in più aveva metastatizzato. Come ha vissuto tutto questo e come sta oggi?

Quando Kristýna aveva compiuto diciotto anni cominciò ad ammalarsi spesso. Prendeva ripetutamente gli antibiotici e, in un primo momento, lei e i medici credevano si trattasse semplicemente del sistema immunitario indebolito. Una volta, però, ascoltando il suo respiro, il medico notò uno strano segno sulla schiena di Kristýnina. La cosa non gli piacque, così la mandò in chirurgia per farle rimuovere il neo e per un’analisi istologica. E poi successe qualcosa che probabilmente nessuno si aspettava e che trasformò improvvisamente la vita di Kristýna in un incubo...

Il peggiore scenario possibile

“Quindi ho un cancro della pelle?” rispose Kristýna spaventata una volta appreso l’esito istologico andato male. E in più l’esito fu il peggiore possibile – un melanoma maligno, ovvero un tumore maligno della pelle.

In quel momento la vita di Kristýna fu stravolta. Le lacrime cominciarono a solcarle il viso, non riusciva a capire come potesse accaderle una cosa del genere e perché proprio a lei. “Ho la pelle olivastra per natura, mi sono sempre abbronzata bene, per questo non mi sono mai preoccupata di usare le creme abbronzanti. Ma non mi sarebbe mai venuto in mente che proprio io avrei potuto ammalarmi di cancro della pelle.

Ricordo solo che, un’estate, mi scottai pesantemente la schiena in una piscina all’aperto. Mi vennero addirittura le vesciche. E proprio sopra, tra le scapole, avevo quella mia lentiggine che poi improvvisamente cambiò forma...” ricorda Kristýna.

Quanto spesso farsi controllare i nei?

“Dopo i 35 anni andrebbe fatto un esame preventivo della pelle ogni anno. Occorre andare dal medico ogni volta che si nota un nuovo neo che cambia colore o dimensione nel tempo. Il dermatologo esegue l’esame usando un dermatoscopio manuale o digitale,” spiega la dott.ssa MUDr. Monika Arenbergerová, Ph.D.

Uno spauracchio chiamato cancro

Quando Kristýna sentì pronunciare per la prima volta nello studio del medico la parola “cancro” in relazione al suo nome, le venne un malore. “In un momento del genere pensi subito al peggio, non puoi farci niente”, dice. Inoltre, la mattina dopo doveva partire con sua madre per un istituto oncologico specializzato.

“Io e la mamma non riuscivamo a trovare l’ambulatorio giusto, era un vero labirinto. Per sbaglio siamo finite in un due piani completamente diversi dell’edificio, dove ho visto molte persone in attesa della chemioterapia calve e con un foulard sulla testa. In quel momento mi sono sentita ancora peggio di quanto mi fossi sentita prima…”

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Quando Kristýna finalmente trovò lo studio medico giusto, un’intera commissione di medici la stava aspettando. “Tutti e cinque i dottori mi esaminarono, studiarono le carte e usarono espressioni che non capivo assolutamente. L’unica cosa che mi rimase in testa in quel momento fu la parola “maligno”. Avevo un melanoma maligno e dopo un mese mi aspettava un’operazione.”

La prima operazione e un’altra spiacevole sorpresa

Alla fine arrivò il giorno X quando Kristýna doveva sottoporsi ad un’operazione chirurgica. Prima dell’intervento, però, ha dovuto sottoporsi ad un esame PET-TC il cui scopo è quello di rivelare se ci sono altri reperti maligni in altre parti del corpo. “Si scoprì che avevo altri tumori nel corpo, alle ghiandole sudoripare di entrambe le ascelle. Durante l’intervento i medici mi hanno operato nuovamente alla schiena in modo che non rimanesse nulla di maligno, e allo stesso tempo hanno rimosso parte delle ghiandole sudoripare da entrambi i lati dove erano presenti i tumori.” 

L’operazione andò bene e a Kristýna rimase solo una cicatrice sulla schiena, che guariva molto male. Ma durante la visita il suo oncologo le diede la buona notizia che al momento era “pulita” e che d’ora in avanti si sarebbe sottoposta soltanto ad esami preventivi ogni tre mesi. 

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Dopo tre anni di calma arrivò un altro duro colpo

Per tre anni Kristýna si godette la sensazione che andava tutto bene. Essendo una paziente a rischio doveva sottoporsi costantemente a controlli preventivi (sangue, ecografia e ogni tanto l’esame PET-TC), ma per il resto poteva vivere normalmente ed era molto grata a qualcuno lassù per questo. Ha trovato un nuovo lavoro e un nuovo fidanzato, con il quale stava addirittura pianificando di sposarsi e di avere un bambino.

“Ricordo che il dottore mi disse allegramente: ’Sa cosa facciamo? Due settimane dopo le nozze faremo una PET e, se tutto sarà a posto, finalmente la lascerò in pace, ok?’ Volevo davvero tanto un bambino, così accettai con entusiasmo e non vedevo l’ora.”

Quattordici giorni dopo il matrimonio fu fatto l’esame PET-TC in programma e due giorni dopo Kristýna andò a prendere i risultati. Una volta entrata nello studio del medico questi le chiese come si sentisse. Rispose di star bene. Ma le pareva strano che non le avesse ancora detto il risultato... Voleva che lei si sedesse. Poi Kristýna apprese da lui che avevano trovato qualcos’altro nel suo corpo...

Questa volta sui polmoni. Poi concordarono con il medico che sarebbe stato meglio rimuovere il tumore dal corpo il prima possibile affinché Kristýna potesse tornare di nuovo a pensare al bimbo che tanto sognava.

Durante la seconda operazione Kristýna perse un pezzo del suo polmone

Questa volta Kristýna trascorse sei ore in sala operatoria, seguite poi da una settimana in ospedale. Soffriva di dolori lancinanti perché durante l’intervento i medici avevano dovuto allargarle le costole per rimuoverle un pezzo di polmone. Dopo l’operazione Kristýna aveva davanti a sé un anno di immunoterapia preventiva, seguito nuovamente da una PET-TC. 

Kristýna era convinta che sarebbe andato tutto bene e che lei e suo marito avrebbero finalmente pensato al bambino. Ma anche allora il dottore non aveva buone notizie per Kristýna. La sentenza fu intransigente – metastasi su entrambi i polmoni. “Dentro di me tutto si fece scuro e ricominciai a piangere tantissimo. Mi sentivo ormai così impotente”, ricorda Kristýna che aveva davanti a sé un altro trattamento, questa volta biologico. “Non appena sono uscita dallo studio del medico, ho chiamato mio marito chiedendogli di venirmi a prendere. Poi, in macchina, ho avuto un crollo psichico totale davanti a mio marito.”

Quello stesso pomeriggio Kristýna e suo marito andarono dal medico che le spiegò la procedura successiva. “Avevo metastasi in tutti i polmoni e il trattamento biologico era il più grande asso nella manica. Il medico quantificò le probabilità di successo nell’85%. In pratica questo significava assumere ogni giorno 12 grosse compresse diverse”, spiega Kristýna.

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Gli effetti collaterali del trattamento biologico? Quasi insopportabili

Ma riuscire a mandar già i farmaci non era di gran lunga la cosa più difficile. Dopo circa tre giorni sono comparsi gli effetti collaterali – vertigini, visione offuscata. Per questo Kristýna trascorreva quasi tutto il giorno dormendo. E con il tempo le cose peggiorarono. Aumentarono i problemi intestinali e di stomaco quotidiani. “Immaginate di avere la gastroenterite ogni giorno. È proprio così che mi sentivo allora...” 

Inoltre il trattamento biologico colpiì anche gli occhi di Kristýna. In uno dei suoi occhi si era formato del liquido e la vista da quell’occhio diventò più sfocata. A causa dei problemi alla vista e di molti altri effetti collaterali, dovette interrompere più volte la bioterapia o assumendo almeno temporaneamente una quantità minore di farmaci. Fortunatamente, secondo gli ultimi risultati della PET-TC, pare che il trattamento stia ancora funzionando. Il tumore ai polmoni di Kristýna si sta gradualmente rimpicciolendo e, secondo il medico, non è più così attivo. 

Come vive Kristýna oggi e come la malattia le ha cambiato la vita

Attualmente la condizione di Kristýna è stabilizzata e, nei limiti della situazione, si sente bene. È una donna forte e un’incredibile combattente che sta sensibilizzando sui rischi del cancro della pelle, tra le altre cose anche sul suo profilo Instagram @melanom_a_ja ed è diventata membro di un’associazione il cui obiettivo è aiutare tutti i pazienti oncologici in qualsiasi modo possibile. 

Come vede oggi il sole e un messaggio per chiudere

Che approccio ha oggi Kristýna alla sua pelle? “Una cosa è certa, non mi espongo più al sole. Mi spalmo tutto l’anno con una crema con SPF 50+. Durante le vacanze estive uso anche una tenda da spiaggia con protezione UV e in acqua ci vado vestita. Vorrei anche aggiungere che il solarium non è propriamente sinonimo di sana abbronzatura, come talvolta sento o leggo. Al contrario, può avere gravi conseguenze sulla salute della pelle aumentando la probabilità di cancro della pelle. Per favore, pensateci su e trattate la vostra pelle e tutto il vostro corpo con amore. La salute è davvero la cosa più preziosa che abbiamo,” aggiunge.